Siamo nel periodo Edo intorno al 1603 – 1868 ( qui un breve sunto storico ) ed esattamente proprio ad Edo (l’attuale Tokyo per intenderci). Un tempo possiamo definirlo assai importante per il Giappone e di estremo splendore per i signorotti locali e per la lucente capitale, dove i piaceri terreni erano sovrani e la popolazione tutta iniziava a porsi domande assai curiose sul principio della vita, sulle stranezze di questa e su mille e mille domande legate all’umanità stessa e ai misteri del corpo umano.
Così venne creato il Misemono, il Carnevale di Edo.

Venne classificato come uno degli eventi di strada più crudi e impressionanti di quegli anni, dove tutti potevano partecipare, tutti potevano essere spettatori dei più curiosi fenomeni da baraccone, dove il ricavato veniva donato ai templi ed ai santuari (così almeno pare). Vi si poteva trovar di tutto: dalle bambine siamesi alla grassa madre dai figli deformi, dall’uomo lupo alla donna serpente e così via, tra spettacoli di musica, danze ed equilibristi, ma anche animali rari come pantere, tigri e cammelli alla cui visione lo spettatore, credeva di poter guarire da malattie come il vaiolo.
Ma il Misemono non era solamente questo: era anche un grande spunto per insegnare un pò di cultura a chi non poteva di certo permettersi anche una minima istruzione. Ed ecco che tra curiosità e sgomento, un professore di medicina ha creato la prima ed estremamente realistica…. bambola gravida.


Creata principalmente per insegnare ostetricia, sono state utilizzate anche a scopo di intrattenimento durante questi Carnevali di Edo. La bambola è smontabile e dotata di una mobilità ancora più accurata rispetto alle marionette di quel periodo, con stomaco apribile e la possibilità di inserirvi dentro nelle apposite placente, 7 differenti tipi di feti riprodotti fedelmente in legno, dallo stato embrionale fino all’ultimo stadio prima della nascita.
Ad ogni modo, il Misemono è un evento ancora oggi esistente seppure con delle grandi eccezioni. Sono diminuite le attrazioni, aumentate le bancarelle, ma non mancano certi disgustosi spettacoli come la donna serpente che adora staccare a morsi le teste ai suoi amati amici rettili.
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