Ecco con un giorno di ritardo il resoconto di questi due giorni, scusate in anticipo a) errori b) frasi sconnesse, ma stiamo veramente marciando come dei soldatini, e le forze a fine serata sono davvero poche, però credetemi ne vale la pena.Siamo a circa 2000 foto e 30GB di video…in 4 giorni…quando mi dite fotografa e riprendi tutto, vi prendo in parola!!
Eravamo rimasti con il nostro viaggio a Kamakura e così è stato. Ci alziamo verso le 8 usciamo a fare colazione con il mio amico Arjuna che si dirige zaino in spalla verso Kyoto, forse ci re incontreremo a Osaka nei prossimi giorni per assistere insieme a uno spettacolo di sumo. Ci separiamo alla stazione di Tokyo, e noi prendiamo un treno che doveva essere “diretto” per Kamakura ma che causa vento è stato annullato. Comunque poco male, in quelche modo con un po di gesti e qualche parola in Giapponese ci siamo fatti capire e siamo arrivati a Kita Kamakura, la parte nord di Kamakura che io adoro.
Scendiamo dal treno, e finalmente un po di sole ci bacia, io non sto’ più nella pelle perchè so cosa ci aspetta Fra invece non sà ancora cosa sta per vedere ( e in realtà anche io vedrò cose che non credevo di vedere…! ). Il primo santuario, vicino alla stazione è anche uno dei più grandi l’Engaku-Ji . Io lo conoscevo già e anche grazie agli aritcoli di Nicola in Giappone sfoggio un po della mia conoscenza. Dopo molte foto e qualche breve pausa usciamo con passo spedito, sono già le 12.30 e dobbiamo vedere TANTISSIME cose, vorrei andare a Enoshima, un isoletta vicino a Kamakura che è incantevole ma non voglio tralascire nulla neanche qui!
Usciamo dal tempio, attraversiamo i binari del treno e ci dirigiamo a piedi verso Kamakura città. Volevo portare fra a vedere un tempio dove mi portarono l’anno scorso, ma anche con la mappa non lo trovavo. Poco prima del secondo passaggio a livello, sulla destra vediamo una freccia che indica un altro tempio che però non è segnato sulla mia guida, ci guardiamo e decidiamo di andare a vederlo in fretta.
Il tempio è diviso in due parti, una più nuova e una più vecchia che contiene anche un piccolissimo cimiterò proprio sotto la montagna. Il tempo si è fatto variabile e il sole che gioca a spuntare a scomparire dietro le nuvole crea un atmosfera magica. Vediamo una freccia che indica “Dio della Felicità”…non possiamo non andare a salutarlo. Entriamo in una grotta che spunta in un piccolo cimitero dove una famiglia sta lavando la tomba di qualche caro. E proprio li dietro in una piccola cavernina ci aspetta il “Dio della Felicità” che ci sorride. Ne è valsa la pena.
Ci rimettiamo a camminare, e dopo 20 minuti a piedi arriviamo ak Kencho-Ji. Io non c’ero mai stato, la guida dice che merita, ci fidiamo e entriamo.
Da subito alcuni Sakura in fiore aprono la strada al primo tempio il Sanmon. Su una collina poco dietro quasi a sfidare la forza di gravità c’è un albero di Sakura che comincia a fiorire.
Visitiamo velocemente gli altri monasteri, il Butsuden e l’Hatto tutti e due in fila bellissimi ma nella norma dei bellissimi templi di Kamakura. Arriviamo al Hojo che contiene un bellissimo giardino Zen con al suo interno un laghetto enorme circodanto da collinette di muschio. Qui sarebbe dovuta finire la nostra visita al Kencho-Ji, una stradina dietro l’Hojo però porta chissà dove, e io curioso come un gatto che vede spuntare qualcosa dico la frase “solo 2 min andiamo a vedere cosa c’è”.
Come avrete capito non furono 2 minuti. Una stradina stretta ci porta dopo due curve a una scalinata con “cani cinesi” (scusate non ci viene il nome ora) che si guardano. Una donna intanto scopa la salita, ma non si sa cosa perché è tutto pulitissimo, la ritroveremo comunque ancora al nostro ritorno.
Cominciamo la salita, arriviamo in cima e troviamo, altre scale. La curiosità è troppa e più scale facciamo e più ce ne troviamo davanti. Dopo un quarto d’ora io comincio a sentire il mio poco allenamento e dietro di me Fra arranca pure lei. Dopo un po per fortuna le scale si restringono e si intravede un piccolo spiazzo, pieno di statue stupende, che io avevo già visto in alcune puntate di Lamu’ ma che la mia ignoranza al momento non mi permette di riconoscere.
Comune stupende, io rimango a bocca aperta quando comincio a sentire una campana che comincia a suonare e un monaco che canta una preghiera seguita da vari rintocchi di campanelli. Ci arrampichiamo ancora più in su per vedere di cosa si trattasse. Proprio alla fine delle scale troviamo l’entrata del santuario, e infondo a una stanza si vede il monaco che suona un tamburo a ritmo e canta la sua preghiera.
Dopo esserci ripresi, ci voltiamo e notiamo che siamo saliti davvero in alto, tanto che da li un cartello indica la direzione dove si trova il Fuji. Si dovrebbe vedere ma haimè visto il tempo l’unica cosa che si vede sono le montagne. Peccato. A destra del tempio c’è l’immancabile negozio di amuleti e souvenir semi religiosi. Ancora più a destra troviamo un Tori Gate e…scale.
Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno. Cominciamo a salire. A differenza di prima gli scalini sono tutti di dimensioni diverse, alcuni mancano e la strada è così stretta che a fatica ci si passa in due, tutt’intorno alberi. Per fortuna c’è una catena a cui tenersi se no sarei sicuramente caduto.
Saliamo per altri 5 minuti e arriviamo finalmente in cima, ma ne è valsa la pena. Ci aspetta un piccolo balcone in legno proprio in cima alla montagna, l’abbiamo scalata tutta!! In fondo si intravede il tempio e l’entrata principale, ancora più in fondo si vede Kamakura e il mare, la visuale è da togliere il fiato. Peccato per il tempo ma comunque è stupendo.
Ci godiamo questa stupenda sorpresa, riposiamo 5 min le gambe e poi giu giu giu ci facciamo tutte le scale al contrario e torniamo da dove siamo partiti. Anche farle al contrario è faticoso ma almeno ci mettiamo poco tempo. Usciamo dal Kencho-Ji e l’idea era quella di prendere un taxi, ne troviamo solo uno che però preferisce prendere due vecchietti invece che noi, e quindi decidiamo di andare a piedi. Si siamo masochisti. Prendiamo la strada a sinistra e ci dirigiamo a Kamakura centro. Per fortuna la strada è tutta in discesa, comunque la stanchezza si fa sentire. Camminiamo per una mezzoretta e arriviamo al Hachiman-Gu, che contiene anche un museo che decidiamo di non vedere.
Da li scendiamo verso la via principale di Kamakura, volevo portare Fra a vedere la Shopping Street, piena di bei negozi e ristoranti. Dobbiamo anche pranzare, ma sono le tre e mezza e alle quattro chiudono quasi tutti i templi, non possiamo non vedere il Daibatsu la grande statua del Buddah di Kamakura. Ci facciamo quindi tutta la shoppint street che attraversa Kamakura e che porta direttamente alla stazione, con passo spedito ma non troppa fretta e da li prendiamo un autobus che ci porta al Buddah. In 10 minuti arriviamo, in realtà mi ricordo che non ci fosse moltissimo da vedere, se non la statua e le bellissime ciabattone del Buddah appese al lato.
Quindi dopo un po di foto di rito riprendiamo l’autobus che ci riporta alla stazione, li dietro parte il trenino che porta a Enoshima.
In breve tempo saliamo sul trenino che percorre tutta la costa, il paesaggio è stupendo e si intravedono molti surfisti che cavalcano le onde, più o meno bene. In 20 min arriviamo a Enoshima, comincia a fare buio però voglio far vedere questo posto stupendo a Francesca, sono sicuro che le piacerà, poi è pieno di gatti e lei li adora. Scendiamo dalla stazione e dopo aver percorso una breve stradina che porta al mare percorriamo il ponte che collega la terra ferma all’isola di Enoshima.
Sopra di noi ci sono parecchie aquile che urlando, e poco dopo leggiamo un cartello che dice di fare attenzione alle aquile, e un alto che indica le vie di fuga in caso di tsunami…speriamo bene
Arriviamo ai piedi dell’isola un enorme Tori Gate ci si presenta davanti, dietro di lui una stupenda stradina in salita piena di negozi di tutti i tipi. Cominciamo a salire per la strada e la fame per il pranzo ancora da fare mista agli odori stupendi che si sentono ci fanno cedere e prendiamo delle polpettine, ripiene di qualcosa che potrebbe essere un misto tra crescenza e gorgonzola, la fine del mondo. Fra sta ancora assaporando la sua ultima polpettina quando, vede davanti a lei…SCALE. Hemm mi ero scorda ti dirle che anche qui c’erano scale da salire. Di solito c’erano anche le scale mobili che portano in cima, ma vista l’ora o il periodo erano già chiuse. Saliamo a piedi, e in cima troviamo quello che dovrebbe essere un santuario degli innamorati, almeno credo. Ormai è quasi buio, sono le cinque e mezza ma la mia conoscenza di Enoshima si ferma a quel punto, anche l’anno scorso ero tornato in dietro perchè era buio e questa volta volevo vedere un po’ di più. Intanto uno dei primi gatti di enoschima si avvicina, comincia a fare le fusa, e a un certo punto visto che ero seduto mi salta in grembo, si acciambella e si mette a fare le fusa.
Io e Fra adoriamo i gatti, quindi gli dedichiamo almeno 10 min che lui ripaga con abbondanti fusa. Riprendiamo a camminare e seguiamo la strada che fa tutto il giro dell’isola. L’atmosfera è surreale, solo pochi lampioni che illuminano il sentiero, tutte le persone che vediamo stanno tornano in dietro e le poche attività aperte stanno mettendo dentro le insegne. Durante la strada troviamo vari santuari illuminati solo dalle luci delle lanterne che hanno all’entrata, se non fossi così affascinato dalla loro bellezza potrei avere paura che qualche spirito salti fuori.
Facciamo tutto il giro dell’isola e percorriamo tante altre scale sia in discesa che in salita ed a un certo punto arriviamo alla scogliera. In lontananza si vedono le luci della cosa e sotto di noi le onde si infrangono con forza. Tutt’intorno solo il vento e buio. E’ stupendo, peccato solo che le sensazioni non si possano stampare come una foto, perché mi piacerebbe fari vivere questa atmosfera.
Enoshima sembrava disegnata uscita da un film di Myazaki.
Torniamo in dietro ripercorrendo tutte le scale, su e giù su e giù e arriviamo al ponte che collega l’isola alla terra ferma. Da li prendiamo un autobus, che si rivela essere sbagliato, cmq ci facciamo un altro pezzo a piedi. Riprendiamo il trenino, torniamo a Kamakura e finalmente da li un treno locale ci porta a Tokyo.
Distrutti, ancora senza pranzo, ma felicissimi troviamo un ritorantino proprio davanti all’hotel che prepara il riso col curry. E finalmente ci concediamo una super cena.
Siamo distrutti io faccio una doccia e crollo nel letto, non prima di aver scaricato tutte le foto e tutti i video e messo a caricare le batterie dell’armamentario!
Anche domani ci aspetta una giornatona, però rimaniamo a Tokyo e dopo domani si va a Nikko. Quello che è successo a Tokyo ve lo racconterò domani perché anche questa volta si è fatto tardissimo e ho bisogno di almeno 5 ore per recuperare.
SCUSATEMI per gli errori sia grammaticali, che di concetto e se magari ho fatto qualche errore nel riportare nomi e zone, sono stanchissimo ma volevo condividere con voi questa avventura, soprattutto per chi vorrebbe essere qui ma non può. Solo ieri siete stati più di trecento a visitare il mio blog ed è il minimo che io possa fare!
Buona notte Giapponizzati.
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25 March 2009 at 4:10 pm
Bellissima Enoshima!
Anche Kamakura naturalmente, ma già la conoscevo
Me la segno per il viaggio che faccio tra due mesi.
25 March 2009 at 4:55 pm
naaa quanto ti invidio quanto ti invidio xD
27 March 2009 at 1:27 am
Si nicus vacci assolutamente, se riesci però prima delle 18.00
Wanted, dai se riesco ad organizzare un viaggio di Giapponizzati low cost ci torniamo ^^
21 April 2009 at 10:15 pm
Le statue rappresentano i Tengu, spiriti guerrieri dai quali avrebbero avuto origine gli Yamabushi, combattenti formidabili e forgiatori di spade, armati di naginata e tachi.
21 April 2009 at 10:18 pm
I Tengu sono rappresentati come uomini con la testa di corvo o con sembianze umane ma muniti di un naso da far invidia a Cirano di Bergerac.